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domenica 1 luglio 2018

Che cos'è Salvini (e Goofynomics)

Di ritorno da Pontida, seduti in Freccia Rossa, Claudio mi dice: "Ma hai visto questo post di Lorenzo Marchetti?" E io: "Chi? Il mio lettore?" E lui: "Sì, è lui: dovresti leggerlo perché dice delle cose giuste...".

Obbedisco (a Claudio si obbedisce), e in effetti trovo che l'analisi di Lorenzo sia per molti versi condivisibile. Ovviamente non lo è quando si avventura nelle solite minchiate da epistemologo della domenica (tipo: "io ho capito cos'è l'economia", "l'economia non è una scienza", e similari). Resta pur sempre austri-ano.

Tuttavia, il fatto che Salvini sia, come lui dice, semplicemente un uomo coraggioso che ha studiato, corrisponde a quello che io ho visto e vedo coi miei occhi. La sconfitta della sinistra, in altri termini, è una sconfitta in primo luogo culturale (ignoranza) e in secondo luogo etica (pavidità). In quanto tale è una sconfitta profonda, secolare, come del resto era emerso dal lavoro fatto qui lungo tanti anni. Ma questo lo sapete e lo avete tante volte constatato anche voi, qui, o nelle vostre esperienze quotidiane, comprese quelle che avete voluto condividere con me. E, aggiungo, il post di Lorenzo, che certamente non è assimilabile a un pensiero progressista (gli austri-ani, per capirci, sono quelli secondo cui la moneta trae il proprio valore dalla scarsità: vorrebbero cioè che la gestione dei biglietti di banca mimasse quella del metallo prezioso, la cui disponibilità, come sapete, è limitata dall'esplosione delle supernovae - le altre stelle nascono come idrogeno e muoiono come carbone - con l'unico risultato di riuscire a produrre a intervalli regolari delle simpatiche esplosioni di supernovae finanziarie - la prossima è dietro l'angolo), il post di Lorenzo, dicevo, è in qualche modo una conferma di una diversa tempra etica che caratterizza il pensiero conservatore. La sinistra, così come sta emergendo nel dibattito mediatico, è il regno dello gnè gnè gnè, del rancore meschino, o della demagogica, deamicisiana mozione degli affetti (da "Franti, tu uccidi tua madre!" a "Salvini, vuoi morti i bambini!" il passo è breve, anzi: nullo. La stessa moralità scipita, un tanto al mazzo, in funzione di strumento di controllo sociale, cui da sempre ci hanno abituato gli utili idioti della finanza).

Lorenzo, invece, nonostante abbiamo litigato aspramente, a causa del profondo dissidio ideologico e metodologico che ci separa, non porta rancore e mi riconosce il ruolo che ho avuto nel contribuire anche alla sua, di crescita intellettuale, oltre che a quella di persone più rilevanti di me, e di lui.

Credo che sia anche perché, in fondo, lui, come altri (tutti e soli quelli il cui spessore etico permetteva loro di arrivarci), hanno capito che il mio modo personale di affrontare il dibattito con voi, quando il tempo mi permetteva di farlo, oltre a essere un ovvio segno di disponibilità (il tempo dedicato a voi era sottratto ad altro), era anche un segno di rispetto, e in qualche modo di affetto. Ho litigato molto con Lorenzo, e sicuramente ci litigherò di nuovo, ma litigo con voi come si litiga con le persone cui si vuole bene. E questo, se non lo aveste capito, non sareste qui. Questo è goofynomics.


(...
p.s.: e comunque, l'astrofisica non è una scienza...)

(...
l'etica invece sì. Ha delle regole inflessibili, e la prima è che il coraggio fa paura. Dimostrazione qui. E quando queste parole sono state dette, io c'ero, anche se un po' in disparte, lontano dal palco, a perculare una serie di bloccati...)

Alberto Bagnai

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2 luglio 2018

Qualche spunto di riflessione sul post di cui sopra:

NUMERO 1

La sconfitta della sinistra… e pensare che i segnali non le sono certo mancati. Ma mentre Bagnai, Borghi, Barra Caracciolo, Foa, Giacché, Giordano, Malvezzi, il compianto Costanzo Preve, Fusaro, Messora, Il Pedante, Cesarotto (e, di sicuro, sul momento me ne sto scordando qualcuno) stavano facendo, tanto e bene, il loro lavoro, la sinistra dov’era? Com’è possibile che, da quelle parti, non siano mai riusciti a trarne uno spunto, una seppur flebile ispirazione? (Notare che, dei dodici nomi che ho fatto prima, almeno la metà hanno un imprintig culturale e politico di sinistra).

La realtà, nuda e cruda, è che la sinistra (partiti, sindacati, associazioni, movimenti, intellettuali organici), è storicamente infarcita di arrampicatori sociali, che usano (o sperano di usare) la politica come ascensore, facendo branco per fini esclusivamente utilitaristici, senza una reale e sincera adesione ad un modello ideologico o spirituale, senza nessuna autentica empatia nemmeno nei confronti dei propri “compagni” di cordata, per il semplice fatto che non sono “compagni” ma complici.

E ora che il re è nudo non hanno nemmeno il pudore di andare a nascondersi, almeno per un po’: il loro attaccamento a risibili privilegi materiali (finché dureranno) ed a un consolatorio manicheismo morale e culturale, ormai li riduce alla coazione a ripetere: sono certo che, intimamente, ne stanno soffrendo moltissimo, ma siccome se la sono andata a cercare, è esattamente la fine che si meritano (Signore non perdonarli perché sanno quello che fanno).

Poi vai a Pontida e, sotto un sole assassino, riscopri che c’è ancora qualcuno che coglie la politica come espressione di energia vitale. E inizi a pensare che lo spirito della sinistra, inteso come difesa e riscatto delle classi popolari, domenica soffiava sul prato:

Venceremos

Desde el hondo crisol de la patria
se levanta el clamor popular,
ya se anuncia la nueva alborada,
todo Chile comienza a cantar.

Recordando al soldado valiente
cuyo ejemplo lo hiciera inmortal,
enfrentemos primero a la muerte,
traicionar a la patria jamás.

Venceremos, venceremos,
mil cadenas habrá que romper,
venceremos, venceremos,
la miseria sabremos vencer.

Campesinos, soldados, mineros,
la mujer de la patria también,
estudiantes, empleados y obreros,
cumpliremos con nuestro deber.

Sembraremos las tierras de gloria,
socialista será el porvenir,
todos juntos haremos la historia,
a cumplir, a cumplir, a cumplir

Inti Illimani

NUMERO 2

Sul blog di Bagnai è stato lasciato questo commento, che completa - andando alle origini del fenomeno - le mie precedenti deduzioni:

I concetti di Marchetti sono giusti .
Aggiungerei in una riga :

"La sinistra e' ed e' stata tanto piena di se' da non aver avuto spazio per il buon senso" .

Questo viene da molto lontano: ai miei tempi Lotta Continua, Potere Operaio, la parte politica del Movimento Studentesco, i COBAS e tutta una serie di sigle di "ciclostilati in proprio" imponevano le loro decisioni nelle assemblee ostracizzando fisicamente chi non la pensava come loro .

Oggi quei ragazzi (es. il nostro presidente del consiglio ultimo scorso) hanno fatto carriera e sono introdotti in molta parte della burocrazia dello stato .

Quello che mi stupisce e' la distanza temporale fra il momento in cui avremmo dovuto accorgerci della fregatura (governo Amato del 92 ) e quando il fatto e' avvenuto (oggi) .

NUMERO 3

Se qualcuno pensa che tutti questi discorsi costituiscano una pura astrazione, gli faccio subito cambiare idea, collocandone le conseguenze nelle nostra realtà quotidiana (quella forgiata dal golpe Monti - Napolitano in poi, tanto per intenderci, golpe salutato dai sinistrati al canto di "Bella ciao": poraccia, che brutta fine):

"Pazienti esasperati dalle code record nei reparti di emergenza senza vigilanza. Al Sud l’80% degli operatori sanitari subisce scatti d’ira, botte e intimidazioni

 

IL CASO

 

A Roma e Udine si allestiscono corsi di autodifesa per medici e infermieri e a Palermo il personale reclama la vigilanza dell’esercito. In due strutture sanitarie su tre si verificano aggressioni fisiche. Grava il sovraffollamento: il problema è nazionale e da Roma in giù la situazione è da allarme rosso perché «la frustrazione dei pazienti aumenta laddove ci sono più carenze di personale e posti letto», spiegano gli ordini dei medici, commentano i sindacati della sanità".

Tutto quanto sopra è la conseguenza diretta di quello che Bagnai definisce il "regno dello gnè gnè gnè, del rancore meschino, o della demagogica, deamicisiana mozione degli affetti (da "Franti, tu uccidi tua madre!" a "Salvini, vuoi morti i bambini!" il passo è breve, anzi: nullo. La stessa moralità scipita, un tanto al mazzo, in funzione di strumento di controllo sociale, cui da sempre ci hanno abituato gli utili idioti della finanza)."

Tutto torna. Le vittime de "Lasinistra", serva delle plutocrazie globalizzate, il gioco però lo hanno capito e si stanno (finalmente) ribellando: la novità di questa ribellione, raccontata ieri dal prato di Pontida (che univa tutta Italia, dal Sud Tirol alla Sicilia), guarda caso i media non l'hanno raccolta.

I volenterosi carnefici in grembiule rosa, invece, continuano serenamente a crogiolarsi nella loro "sindrome di Puppi": http://www.lastampa.it/2018/07/01/esteri/morta-a-monaco-la-figlia-di-himmler-teorico-dellolocausto-che-lei-difese-fino-alla-fine-non-era-un-mostro-zwsz6nVieZske0pnUEvLkN/premium.html:

"Morta a Monaco la figlia di Himmler, teorico dell’Olocausto, che lei difese fino alla fine: Non era un mostro. Gudrun Burwitz è scomparsa a 88 anni il 24 maggio ma la notizia della sua scomparsa si è diffusa solo venerdì. Era soprannominata la «principessa nazista». «Puppi» non aveva neppure 12 anni quando il padre, per raccontarle di quanto era bravo al lavoro, la portò a fare una passeggiata nella «grande fabbrica» di Dachau, tra gli internati ebrei in attesa della soluzione finale. Era il luglio del 1941. «Oggi siamo andati al campo di concentramento delle SS a Dachau», scrisse Gudrun sul suo diario. Era impressionata e commentava le scene con entusiasmo: «È una grande azienda!»"

Maurizio Gasparello