Home

Indice per autori

Indice per argomenti

Biblioteca

Formazione

Contatti


Alberto bagnai goofynomics

Arianna Editrice

a/simmetrie

Associazione Consumatori Piemonte

Byoblu

Claudio borghi

Ilblogdilameduck

Il Corrosivo

Ilpedante

L'aria che tira

Orizzonte48

Piero Visani

Roberto Buffagni
 

 www.europadeipopoli.org

horizontal rule

http://goofynomics.blogspot.it/2018/03/gebirge.htmlAlberto Bagnai: "Il PD ha distrutto l'economia. I disoccupati sono almeno il triplo"

martedì 27 marzo 2018

Gebirge

(...oggi un gentile operatore - o forse era un'operatrice - informativo mi ha cercato, fra i tanti. Bontà sua. Conformandomi al mio principio di dire sempre e solo quello che penso, gli ho fatto presente che difficilmente avrei potuto essergli utile, perché questa giornata la stavo dedicando alla mia famiglia, e non avevo l'abitudine di seguire i giornali, per cui le dichiarazioni di tizio sul problema tale mi erano ignote e le avrei comunque ritenute inaffidabili se mi fossero pervenute tramite i media. Il mio gentile interlocutore mi ha replicato che lui capiva benissimo il fatto che io non volessi esprimermi apertamente. A questo punto mi è salito il fra Cristoforo, e gli ho detto una cosa più o meno così: "Senta, lei mi sta seguendo perché è costretto a farlo, ed è costretto a farlo perché sono diventato senatore, e senatore di un partito che è cresciuto molto per motivi che qualcuno aveva intuito, ma se invece di seguirmi per costrizione lo avesse fatto per suo interesse, come hanno fatto tante migliaia di persone, avrebbe capito che per me esprimermi apertamente non è proprio un problema, che poi è il motivo per cui sono diventato senatore: se non le dico nulla è perché non ho nulla da dirle: un giorno imparerò - da voi - a fare il tuttologo, ma intanto spero di poterle dimostrare che quando ho qualcosa da dire lo dico, e a farle apprezzare la differenza da chi parla anche quando da dire non ha nulla".

Ma con grande cordialità e semplicità: perché questo è quello che penso...

Poi sono sceso dal taxi, e al tassista, che mi chiedeva se facciamo il governo - sufficit diei malitia sua -  e mi diceva che lui non aveva votato perché "nun è possibbile che in un paese civile voti e er giorno dopo nun se sa chi governa" ho fatto cordialmente notare che in Germania per fare un governo ci son voluti sei mesi. Risposta: "Ma è la prima volta...".

Io rappresento anche lui.

Poi, mentre aspettavo Uga, rispondendo a non so più quale email, mi ferma uno (di voi), e mi saluta, e mi ringrazia, e mi dice che lui non avrebbe mai votato Lega ecc. E io: "Spero che non si sia già pentito!" E lui: "Ma no, certo, Salvini è stato bravissimo...". E mi saluta con un gesto di incoraggiamento, abbozzando quasi una pacca su una spalla. Teoricamente io sarei un senatore, uno di quei tipi alla Marco Papirio che se li tocchi ti danno una tortorata in testa - salvo poi patirne stoicamente le conseguenze (nota: negli ambienti del Senato era conosciuto come un uomo molto altezzoso, dice Wiki...: vi ricorda qualcuno?).

Ma evidentemente voi volete toccarmi, volete accertarvi che io esista.

E io, ancora per un po', esisto, e non è assolutamente mia intenzione rinunciare al mio rapporto con voi, quel rapporto dal quale tutto è nato - questo luogo di resistenza, la possibilità di trasformarlo in azione politica... - e che non è mia intenzione snaturare. Questo blog continuerà a vivere, e, se proprio devo dirvi come la penso, non credo che essere vostro rappresentante - coi risultati che vedremo - debba limitare la mia libertà di espressione (ovviamente, nel rispetto della segretezza alla quale sarò tenuto per dovere d'ufficio, e che voi certo non mi chiedereste mai di violare né io violerei) e non debba alterare in nulla nostri rapporti. Certo, ora qui verranno occhi indiscreti. Quello che dirò potrà essere strumentalizzato - come del resto potrebbe, o avrebbe potuto, esserlo quello che ho detto nel tempo, e certamente lo sarà. E allora, cari operatori informativi, divertitevi: andate a cercare parole scandalose, create pure il caso! Buon divertimento! Ma siate però coscienti di una cosa: chi viene qui, poi, ci resta - a differenza di quanto avviene per chi si imbatte nelle vostre testate - e qualcosa impara. Non esiste pubblicità negativa. Tante persone mi porterete, e tante persone resteranno con me. Buon lavoro!

E proprio perché questo è lo spazio che solum è nostro, per quanto sia aperto, voglio, prima di entrare in argomento - e i non diversamente europei già sanno, dal titolo, quale sia - darvi una notizia che ci riguarda, che riguarda tutti noi.


Davide Bortoletto ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Da indi scese folgorando a Iuba (diario di campagn...": 

Alberto da Giussano reincarnato 

Postato da Davide Bortoletto in Goofynomics alle 15 febbraio 2018 18:07


Questo, un po' irridente, com'era nel suo stile, è stato l'ultimo commento di Davide sul blog, nel post col quale annunciavo il calendario della mia campagna elettorale. Come sa chi è su Twitter, Davide ci ha lasciato. Lo avevamo visto un po' cambiato, al nostro ultimo convegno. Gli avevo fatto promettere di esserci al prossimo. Non ha potuto mantenere la promessa. Dal suo sguardo, capivo che lo sapeva, e che vedeva che lo avevo capito, nonostante il mio sforzo di non farglielo capire. Non si contano le volte che ci eravamo accapigliati su questo blog: per averne una pallida idea potete seguire le discussioni
qui. Così come, del resto, non avevo capito, io, quanto profondo fosse il rapporto che questi litigi avevano creato fra noi, prima ancora che li ricomponessimo di fronte alle magnum di prosecco con le quali allietava i nostri simposi. Alla fine, è dei lettori quello che Flaiano dice delle donne.


E dopo avervi parlato di un amico che non è più con noi, lasciate che ora vi parli di un amico del nostro blog, direi quasi il cofondatore, con il professor Santarelli, che invece è ancora con noi...
).



Depongo la scheda nell'urna e mi riavvio verso i banchi alti (montagnardi si nasce). Mi cade l'occhio su una vecchia conoscenza, e mi avvicino.

Io: "Buongiorno, professore, si ricorda? Ci siamo incontrati a Omnibus, poi ai seminari di Luigi Paganetto...".

Lui (mi tende la mano, grande, fredda, asciutta): "Ah, sì, buongiorno, come sta?"

Io: "Molto bene, grazie. In effetti, è una bellissima esperienza, aveva ragione Giorgio La Malfa a dirmi che avrei dovuto farla, che mi avrebbe arricchito culturalmente. Del resto, non posso fare a meno di pensare che
senza l'austerità io non sarei mai arrivato qui, e per questo mi sento di ringraziarla sinceramente."








































































































(...l'uomo che ad Avezzano, dopo il comizio con Giorgetti, mi si è avvicinato per raccontarmi la sua storia - perso il lavoro all'età mia, figli da mantenere, un'invalidità non riconosciuta, ecc. - e mi stringeva la mano, mi si aggrappava, chiedendomi cosa avrebbe dovuto fare, quando a giugno il sussidio di cui campava sarebbe terminato... "Devo andare a rubare?" Quell'uomo io avrei voluto abbracciarlo: parole non ne avevo. Ma sono un po' Papirio, in effetti, e ho deciso che non sarebbe stato il caso. Ho pensato alle generazioni future, quelle cui vogliamo lasciare un esempio: "Non dica così davanti a suo figlio: ci lasci il tempo di provare ad aiutarla". Più di questo non mi veniva, e lui se l'è fatto bastare, perché ha capito che ero con lui e che ci avrei provato sul serio.

Lui non credo ci legga, e se anche ci leggesse, non credo potrebbe apprezzare, come potete farlo voi che siete qui da tempo, l'intima soddisfazione che Taquin le superbe ha provato nel dire certe parole a una certa persona in un certo luogo. Gliele ho dette in nome e per conto di tutti voi, e ringrazio tutti voi per avermi messo in condizione di dirgliele...)

(...i miei post tecnici ora si chiameranno interrogazioni, mozioni, e via dicendo. Ma certo torneremo a parlare di numeri, di quei numeri dei quali, secondo gli espertoni di comunicazione, non vi avrei dovuto parlare, se avessi voluto aver successo. Ah, gli espertoni... Comunque, questo piccolo retroscena ve lo dovevo. Chissà: magari qualche operatore, dalla piccionaia, lo avrà anche immortalato, col suo teleobiettivo, e forse avrà anche provato a leggere il labiale... Ma non credo: non sono ancora così importante! Quello che lui si è perso, era giusto che non ve lo perdeste voi. Dieu et mon droit...)