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Stampare moneta (Video)

 

domenica 29 marzo 2020

Stampare moneta (in sette WhatsApp più uno)

Al risveglio abbiamo trovato su una prestigiosa testata nazionale un'intervista al nostro leader di cui la maggior parte dei potenziali lettori avrà scorso solo il titolo. L'invito a "stampare moneta" sostanzialmente riprende la decisione annunciata qualche giorno fa da Steven Mnuchin, che sarebbe, per capirci, il Gualtieri americano.

Tanto tempo fa uno di voi, credo in un altro blog (forse su sbilanciamoci), mi diede un'ottima chiave di lettura per capire come mai la gente quando si parla di moneta irrimediabilmente sclera, perde totalmente razionalità, dice imbecillità senza capo né coda, in totale contrasto con la prassi, l'evidenza, la teoria economica, e il buonsenso. C'è qualcosa di prerazionale, di preconscio, di più profondo. Tutto è riconducibile, sosteneva questo lettore, a un trauma infantile cui molti di noi siamo andati incontro (i cosiddetti "liberisti" senza riuscire ad elaborarlo), quando di fronte al carrello del gelataio, vedendo nostra madre ricevere l'oggetto dei nostri desideri (un cono) in cambio di un foglietto di carta sporca, abbiamo chiesto: "Mamma, come mai ti danno un gelato in cambio di un pezzo di carta?"

Le mamme hanno tante virtù, direi tutte, tranne una: non riescono a spiegare a un cinquenne l'economia monetaria (materia su cui alcuni cinquantenni continuano a dibattere e la stragrande maggioranza degli economisti a dibattersi). Il diniego di una risposta razionale da parte dell'essere che risolveva ogni nostro problema, argomentava il mio lettore, è stato per la maggior parte di noi un trauma irredimibile, tale da scatenare, nell'età adulta, tempeste emotive difficilmente spiegabili e gestibili ogni volta che si nomina quell'oggetto archetipico che è la moneta (l'ammonitrice, come certamente saprete).

Per evitare che la mamma del mio caro amico Giuseppe (no, non sei tu... sì: sei tu!) si preoccupasse, ho immediatamente redatto un rapido "primer" (non questo, questo) in sette WhatsApp più uno su come va il mondo. Affinché tanta opera non vada dispersa, la condivido qui seco voi, disponendomi con animo paziente e caritatevole a registrare sotto questo post gli scleri degli austriani.

Siete pronti?

Via!


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1) la moneta oggi è totalmente fiduciaria: un foglietto di carta con cui puoi acquistare beni perché lo Stato dice che puoi farlo (corso legale). Non è più una risorsa scarsa (oro) e non è nemmeno più agganciata a una risorsa scarsa tramite un obbligo di conversione (in Italia non lo era nemmeno nel 1800: vedi alla voce “corso forzoso” che ricorderete dai libri di storia). Quindi: se l’Italia dovrà stampare buoni pasto, che cosa vieta alla Bce di stampare euro come appunto vuole fare la Fed americana?

2) ma allora lo Stato potrebbe dare un milione a testa? No! Perché? Perché se tutti andassimo a spenderlo non troveremmo abbastanza beni sul mercato e i prezzi si alzerebbero per la legge della domanda e dell’offerta che ogni casalinga conosce (quando acquista il pesce sabato alle 14 anziché venerdì alle 12). Quindi uno Stato responsabile “stampa” responsabilmente.


3) siamo in recessione da anni, con disoccupazione a due cifre. Finché ci sono risorse inutilizzate il problema dell’inflazione non c’è: i beni necessari per soddisfare la domanda possono essere prodotti assumendo persone. Prova: Draghi ha "stampato" quasi 3000 miliardi di euro e i prezzi non sono ripartiti (qui c’è un’obiezione confutabile, vado avanti poi ci torno se interessa).


4)
QUINDI (attenzione: è un grande quindi): se noi distruggiamo capacità produttiva, cioè facciamo chiudere le fabbriche dove la gente potrebbe lavorare, allora in prospettiva creiamo un rischio di inflazione, perché quando alla fine lo Stato interverrà con il solito QE (stampando moneta troppo tardi) non ci saranno i luoghi della produzione.


5) è teoria?
No, è storia. Infatti gli episodi di iperinflazione in occidente sono tutti legati a eventi bellici, in cui per definizione:


a) lo Stato si finanzia emettendo moneta perché non puoi tassare le persone che mandi a morire al fronte;

b) l’offerta (aka produzione) di beni è per definizione ristretta perché il nemico ti bombarda le fabbriche.

Credo siano chiare le analogie con la situazione attuale.


6)
RI-QUINDI: è cruciale intervenire ora con un misurato stimolo monetario (1000 a testa?) che tenga su famiglie e imprese, perché se interverremo tardi avremo iperstagflazione: prodotto fermo e inflazione a due cifre. Il tema è la liquidità.


7) concludo: la Bce lo farà? No, perché è ancorata al paradigma ideologico della moneta come risorsa scarsa (non come strumento gestito dallo Stato a servizio dell’economia reale).
Quindi...


La conclusione (cioè il punto “più uno”) è questa: se ci dicono di no, o meglio se non ci dicono di sì abbastanza in fretta, ascoltiamo quello che dice un vero intellettuale e
vero servitore dello Stato.