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sabato 21 marzo 2020

Il tradimento, la morte

Il avait pris la main de Jean, il l’amenait devant la fenêtre.

– Regardez là-bas, sur la crête des coteaux.


Par-dessus les remparts, par-dessus les constructions voisines, la fenêtre s’ouvrait, au sud de Sedan, sur la vallée de la Meuse. C’était le fleuve se déroulant dans les vastes prairies, c’était Remilly à gauche, Pont-Maugis et Wadelincourt en face, Frénois à droite ; et les coteaux étalaient leurs pentes vertes, d’abord le Liry, ensuite la Marfée et la Croix-Piau, avec leurs grands bois. Sous le jour finissant, l’immense horizon avait une douceur profonde, d’une limpidité de cristal.


– Vous ne voyez pas, là-bas, le long des sommets, ces lignes noires en marche, ces fourmis noires qui défilent ?


Jean écarquillait les yeux, tandis que Maurice, à genoux sur son lit, tendait le cou.


– Ah ! oui, crièrent-ils ensemble. En voici une ligne, en voici une autre, une autre, une autre ! Il y en a partout.


– Eh bien ! reprit Weiss, ce sont les Prussiens... Depuis ce matin, je les regarde, et il en passe, il en passe toujours ! Ah ! je vous promets que, si nos soldats les attendent, eux se dépêchent d’arriver !... Et tous les habitants de la ville les ont vus comme moi, il n’y a vraiment que les généraux qui ont les yeux bouchés. J’ai causé tout à l’heure avec un général, il a haussé les épaules, il m’a dit que le maréchal de Mac- Mahon était absolument convaincu d’avoir à peine soixante-dix mille hommes devant lui. Dieu veuille qu’il soit bien renseigné !... Mais, regardez-les donc ! la terre en est couverte, elles viennent, elles viennent, les fourmis noires !




(...
l'amico era dalle parti di Rubécourt, e in effetti, come la storia ha dimostrato: "Oui, l'armée est très mal plantée à Sedan!"...)



Ieri è morta la madre di una carissima amica di Roberta. Niente a che vedere col COVID: si nasce, si vive, e si muore da tempo, è un'altra di quelle cose che funzionano così. Le amiche e gli amici non hanno potuto e non possono essere vicini alla figlia. La defunta non voleva essere cremata, ma sarà cremata (in ossequio al principio che gli assenti hanno sempre torto). I nipoti sono dispersi per Leuropa e stanno cercando di tornare. Nella nostra cerchia ristretta credo che la nostra amica sia la prima a non avere più entrambi i genitori. D'altra parte, non siamo più dei quarantenni, e fra un po' il massimo che potremo augurarci sarà di essere noi, i prossimi, e non i nostri figli.

Generatio preterit, generatio advenit, Terra autem in aeternum stat.

La tristezza di questo momento è amplificata dal non poter rendere ai nostri morti le consuete onoranze. D'altra parte, siamo diventati umani, anzi, umane bestie, quando abbiamo appreso a togliere alle fere i miserandi avanzi, e dell'umanità passata, delle generazioni preterite, quello che ce le ricorda, e ci consente di identificarle come umane, se pure bestie, sono appunto per lo più le necropoli. La memoria di chi non ha avuto memoria dei suoi morti se non si è del tutto spersa, è senz'altro più labile, per il semplice fatto di non aver edificato luoghi di conservazione della memoria (dei morti, e quindi dei vivi).

Insomma, questa storia ci sta sottraendo non solo la democrazia, che è un'acquisizione abbastanza recente e forse mai definitivamente perfezionata, ma in qualche modo anche l'umanità, e questo è senz'altro motivo di avvilimento per tutti voi, e per me.

Ma quel che più mi grava le spalle, in questo momento, è sapere e vedere quelle file di formichine nere, che sfilano laggiù, sui colli, che alacremente, silenziosamente, incessantemente si adoperano per consegnarci
ai soliti noti: en voici une ligne! En voici une autre, une autre, une autre ! Voi non le vedete e non le conoscete come le conosco io, che a mia volta sono ben lontano dal conoscerle tutte. Le formichine di Sedan, di cui per primo mi parlò il Gaddus, sono sempre al lavoro, ma oggi non sono prussiane, oh, no!

Sono italiane.


E questo è veramente duro da sopportare.




(...
"da giorni, sottotraccia": ve lo dicono loro che la democrazia è sospesa e che le leggi della Repubblica sono carta straccia. Ve lo dicono come se fosse una cosa normale, anzi, una abilità commendevole, per un Governo, sottrarsi al controllo del proprio Parlamento. E, per una volta, non è una fake news...)

(...
ho compassione di questi "servitori dello Stato", tutti spocchia e taccagneria. Per non essere stati in grado di percepire l'incoerenza interna della favola liberista, ora perderanno ciò cui più tengono: i loro soldi. Già ne vedo qualcuno sorridere verde. Avete voluto il mondo del mercato? Bene. Il mercato dà, il mercato toglie. Apprezzerete mordendo la polvere i vantaggi del modello sociale keynesiano, la saggezza e l'umanità dell'intermediazione pubblica del risparmio, del welfare state da voi così tanto detestato. A voi non resterà nulla: a noi resteranno le nostre letture, e i nostri morti...)